lunedì 2 aprile 2012

L'Editto Casalese




Roma, 30.03.2012 | di Norma Ferrara

Legali della famiglia Cosentino presenti alla conferenza stampa di ieri a Roma

L'Editto Casalese

Giulietti, Articolo21: «querele temerarie creano contesto intimidatorio. Leggiamo questo libro nelle piazze e non lasciamo soli i giornalisti»


Il Casalese
Il Casalese


E' piuttosto amareggiato e stupito il portavoce di Articolo21, Beppe Giulietti, dopo la conferenza stampa convocata ieri alla Federazione nazionale della stampa per denunciare l' "Editto Casalese" (così lo chiama) il provvedimento con il quale i legali dei familiari del parlamentare del Pdl, Nicola Cosentino, chiedono il sequestro del libro "Il Casalese", la distruzione delle copie, risarcimenti da “un milione di euro euro per danni morali, materiali e patrimoniali” a editore e alcuni autori «In tanti anni di attività – dichiara a Libera Informazione – non ricordo a mente un caso simile». Giulietti si riferisce chiaramente alla richiesta di risarcimento dei familiari di Cosentino che si sentono danneggiati  da questa biografia non autorizzata del politico accusato di concorso esterno in associazione camorristica  ma anche a quello che è accaduto ieri alla Fsni durante la conferenza stampa.

Tre legali della famiglia Cosentino, infatti, si sono presentati alla conferenza, hanno "verbalizzato" l'incontro e c'è stato un acceso scambio di opinioni con i presenti in sala circa l'opportunità di chiedere un atto di tale portata (il ritiro del libro). «Sono sempre stato pienamente convinto del diritto alla difesa – osserva Giulietti – e lo confermo. Ma adesso si sta andando oltre».

La vicenda che vede nel mirino una casa editrice e nove giornalisti campani, tutti precari, si sta svolgendo in quello che comincia a sembrare un "contesto intimidatorio" ovvero quello delle querele temerarie e della censura – conferma Giulietti. Per far scomparire un libro c'è solo un modo, bruciarlo, dice il parlamentare.  «E questa è una cosa che è già successa una volta nel nostro Paese (si tratta del caso di "Ultimo tango a Parigi") e fu un momento di grande vergogna e ci si dovette scusare pubblicamente per quell'atto di censura - ricorda. Oggi ci troviamo di fronte al rovesciamento linguistico dei fronti: sembra che i "forti" in questa storia siano i giornalisti e la parte "debole" sia quella del parlamentare campano accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Invece, le cose sono esattamente al contrario».

Questo caso, fra i più singolari degli ultimi anni, porta ancora una volta all'attenzione della categoria giornalistica ma soprattutto dell'opinione pubblica quello che possiamo chiamare "Il fattore Q" le  "Querele temerarie" spada di Damocle che pende sulla libertà d'informazione. Il loro potere, implicitamente intimidatorio: fatto salvo il diritto alla difesa e la necessità di apportare correzioni, rettifiche e modifiche, laddove ci fossero imprecisioni o mancanze nell'informazione fornita da giornalisti e autori di libri. Un percorso in cui Fnsi, Articolo21 e Libera Informazione non intendono arretrare. Da circa un anno è attivo a Roma uno sportello antiquerele nato proprio per fornire assistenza legale ai giornalisti che, sprovvisti di una copertura poiché free - lance e/o precari, si trovino nella stessa situazione degli autori de "Il Casalese". 

Il  percorso giudiziario procederà legittimamente in tribunale (ad aprile la prima udienza) ma i colleghi Massimiliano Amato, Luisa Maradei, Ciro Pellegrino, Arnaldo Capezzuto, Corrado Castiglione, Peppe Papa, Antonio Di Costanzo, Enzo Senatore e Giuseppe Crimaldi, non sono soli. Oltre alla vicinanza dell'Fnsi, dell'Odg e di associazioni impegnate sul fronte dell'antimafia e dell'informazione hanno ricevuto una pronta solidarietà e mobilitazione dal vasto mondo del web che solidale ha già promosso una petizione a sostegno dei giornalisti e di giornali e gruppi di associazioni europee. Infine, in programma nel mese prossimo una giornata dedicata al caso giudiziario – giornalistico.


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